Il Middle East Media Research Institute
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THE MIDDLE EAST MEDIA RESEARCH INSTITUTE
Articoli - No. 520
Giugno 10, 2003 No. 520
Il momento delle opportunità per il liberalismo arabo

In un articolo pubblicato sul quotidiano dell'Autorità Palestinese Al-Ayyam, il giornalista Taufiq Abu Bakr ha espresso sostegno per l'intervento straniero nei paesi in cui governano i regimi dittatoriali e il cambiamento dall'interno non è possibile. Nell'articolo,[1] intitolato "La tendenza liberale araba e il suo momento di opportunità", Abu Bakr sostiene lo sfruttamento delle conseguenze della guerra in Iraq per rianimare il movimento liberale del mondo arabo. Quelli che seguono sono estratti dall'articolo:

'In molti decenni, i movimenti nazionalisti, socialisti e islamici non hanno portato alla democrazia, alla libertà o alla giustizia sociale nel mondo arabo'

"Sono ancora convinto che ci siano molte opportunità dinamiche per promuovere le idee liberali nei nostri paesi, seguendo lo spettacolare collasso di [tutte] le altre tendenze politiche, come il nazionalismo, il socialismo e l'Islam. Non ci sono dubbi che queste correnti politiche si aggrapperanno a qualsiasi cosa prima di venire spazzate via dai movimenti che vi si oppongono - cioè le correnti della rinascita, del realismo e della fiducia nella conoscenza, nella razionalità e nel giudizio bilanciato."

"Questo è il motivo per cui queste [precedenti] tendenze politiche stanno percorrendo la loro ultima strada, [mostrando una] straordinaria brutalità. Esse accusano... chiunque si opponga alla loro visione del mondo di tradimento, [definendoli] rappresentanti dell'imperialismo, infedeli, o eretici, secondo il lessico islamista. Chiunque legga i loro giornali, ascolti i loro media od osservi con attenzione il tono della voce dei canali satellitari [arabi] nota il loro impressionante esaurimento nervoso in seguito al totale collasso della loro struttura ideologica."

"In molte decadi, questi movimenti politici non sono riusciti a realizzare alcuna delle proprie idee, come l'unità [araba], la democrazia, la libertà o la giustizia sociale. Inoltre, hanno dimostrato che quando si trovano al potere, si trasformano in una formazione [sociale] edonistica, conducendo una vita di agiatezza e lusso e reprimendo il popolo in modo inconcepibile."

"Chi poteva credere alle storie riguardanti quello che è successo in Iraq per decenni - riguardo le fosse comuni, gli omicidi a sangue freddo di chiunque osasse criticare il regime o [chiunque] tardasse a sostenere con entusiasmo qualunque sua mossa?"

'Il Movimento Liberale Arabo è stato seppellito quando era ancora nella culla'

"Negli anni '50, quando i nazionalisti [arabi] arrivarono a bordo dei carri armati, il loro primo annuncio [alla radio] parlava della liberazione della Palestina. Durante tutti i decenni del loro governo, i territori palestinesi, che erano ancora [sotto la sovranità araba 1948-1967] furono persi. Furono persi anche territori arabi che ammontavano a tre volte le dimensioni della Palestina."

"Nel tentativo di evitare il graduale [sviluppo, questi nazionalisti] fermarono lo sviluppo naturale delle loro società arabe. [Ora], il pubblico [arabo] rimpiange i parlamenti e i partiti che rappresentavano il modesto principio del movimento liberale. [Questo movimento] è stato seppellito mentre era [ancora] nella culla a favore di idee rivoluzionarie, che non hanno speranza di venire realizzate."

"Per mezzo secolo, [questi nazionalisti] hanno rimproverato i loro popoli con il famoso slogan, 'nessuna voce può essere più forte della voce della battaglia' con Israele e l'imperialismo - come se la vittoria potesse essere ottenuta con un mucchio di esplosivi e senza democrazia che portasse alla liberazione del potenziale umano interiore [il popolo]."

"Quando il blocco socialista dell'Est è collassato e abbiamo detto ai partiti di sinistra dei nostri paesi che non avevamo altra alternativa se non quella di imparare la lezione, il celebre intellettuale egiziano dottor Fuad Zakaria mi ha detto: 'Non essere ottimista. Nel nostro paese, nessuno impara mai le lezioni...' E questo è esattamente quel che è accaduto."

"La massiccia presenza di forze fondamentaliste nei nostri paesi non deriva da alcuna conquista da parte di queste forze, poiché queste non sono in grado di farlo. La fonte di [questa presenza] è l'enorme vuoto politico che hanno cominciato a riempire dal momento in cui gli altri movimenti politici hanno smesso di essere attivi. Non hanno rinnovato i loro programmi politici e la loro direzione e vivono ancora sulla [gloria] del passato."

"Abbiamo fra noi partiti che non cambieranno mai. Così, quando un segretario generale novantenne comanda ancora il partito ti dicono - contro ogni logica - che è ancora in grado di contribuire. Quando le conferenze nazionali ed islamiche si riuniscono, vediamo le stesse facce, senza cambiamenti e ascoltiamo gli stessi discorsi contro il cambiamento."

"Dobbiamo rianimare un nuovo movimento liberale, i cui leader non vengano scoraggiati dalle accuse di essere troppo vicini all'esperienza [liberale] occidentale e che non tremino di fronte agli urlatori, che sono assuefatti ad odiare gli altri."

'Se non fosse stato per la Guerra in Iraq, i figli di 'Uday e Qusay Hussein sarebbero rimasti al potere per il prossimo secolo'

"[Recentemente], un sondaggio condotto da Faisal Al-Qassem nel suo programma sul canale Al-Jazeera ha attirato la mia attenzione... l'80% [degli intervistati] ha affermato di preferire l'imperialismo [occidentale] ai regimi arabi nazionalisti. Questo è un messaggio per gli urlatori - il pubblico non sarà più spaventato dagli slogan ostili contro gli altri o da altri slogan obsoleti. Invito queste presone ad andare nei villaggi iracheni e a parlare con la gente comune, lontano dalle telecamere. Chiunque gli dirà che liberarsi di un regime che ha devastato il paese, [schiacciato] i suoi abitanti e annichilito la sua flora e la sua fauna dovrebbe essere considerato un enorme risultato, che non avrebbe potuto essere ottenuto in altro modo."

"Sebbene a nessuno piaccia vedere soldati stranieri nel proprio paese, c'è una differenza fra male e peggio. Se non fosse stato per quello che è accaduto [recentemente in Iraq], i figli di 'Uday e Qusay Hussein sarebbero rimasti al potere per il prossimo secolo."

'L'idea dell'intervento umanitario internazionale deve essere sviluppata'

"L'idea dell'intervento umanitario internazionale' deve essere sviluppata, in seguito a studi approfonditi e con precisi meccanismi di controllo, per liberare i popoli che non possono, da soli, fuggire dalla morsa di feroci dittatori che soffocano qualsiasi voce di opposizione... Questo è il motivo per cui ho fatto una proposta all'interno della rete dei movimenti internazionali per i diritti umani, perché questi feroci dittatori soffocano ogni voce di opposizione."

"Ho sentito leader di regimi arabi dispotici alla conferenza sui diritti umani a Vienna. [Tutti] loro hanno parlato della sovranità nazionale e del rifiuto di ogni interferenza negli affari nazionali dello Stato, in modo da poter rimanere i soli governanti del proprio popolo senza [alcuna] supervisione globale. E questo è esattamente quel che è accaduto."

"Se un crudele selvaggio su un'isola solitaria vi sottomettesse e della gente venisse in vostro aiuto, non ne sareste felici? Se gli Stati Uniti avessero costretto Israele a ritirarsi dai territori palestinesi, come [l'ha costretto a ritirarsi] dal Sinai nel 1956, non ne sareste felici?"

"Chi vi ha detto che i crimini del regime di Saddam Hussein siano stati meno orribili degli atti compiuti dall'occupazione [israeliana]? Ho vissuto l'occupazione [israeliana] del 1967 e ho vissuto l'occupazione [irachena] del Kuwait del 1991. [In tutti] i miei articoli, mi sono astenuto dal confrontare le due occupazioni, perché i risultati avrebbero disonorato e fatto vergognare [gli arabi].

'Abbiamo bisogno di un risveglio culturale nel mondo arabo'

"Noi [gli arabi] abbiamo bisogno di un risveglio culturale, lontano dalle [idee] rivoluzionarie... per le quali i nostri popoli hanno pagato un alto prezzo. Solo pochi decenni fa, eravamo al pari con molti popoli: nello sviluppo umano, nella giustizia sociale e nel raggiungimento del benessere. Adesso tutti loro ci hanno sorpassati."

"Noi siamo in fondo alla classifica [globale] nella capacità di assistere il nostro popolo e siamo in testa alla classifica [globale] delle violazioni dei diritti umani e in ogni settore - come riferito dai rapporti delle Nazioni Unite e dal rapporto dell'UNDP sullo sviluppo umano arabo. Vorrei che questo rapporto fosse conosciuto da tutti, così tutti noi sapremmo cosa hanno fatto questi rivoluzionari..."

"Siamo ancora distanti dalla rivoluzione dell'informazione e solo un orientamento liberale potrà portare a questa rivoluzione. I partiti del passato sono spaventati dalle informazioni, perché si dedicano a slogan generici e discutono solo di questioni teoriche. Non credono nelle informazioni, nei numeri, nelle statistiche... Sono ostili alla rivoluzione dell'informazione, alla tecnologia e alla comunicazione con gli altri. Sono ostili alla reciproca [cooperazione] culturale; rifiutano di beneficiare degli enormi progressi tecnologici e rifiutano di assimilare la lezione degli sbalorditivi progressi del nostro mondo..."

"Solo un orientamento liberale potrà combattere l'idea che [alcuni elementi] abbiano il monopolio della verità, potrà correggere le vecchie idee e far aumentare la fiducia, passo dopo passo, senza saltare [il passo] per cui la gente paga il prezzo sotto forma di barbarie e crudeltà... Non entreremo nella fase del risveglio e dell'illuminazione finché non ci scrolleremo di dosso le consuetudini e finché non rianalizzeremo le nostre convinzioni sotto ogni punto di vista. Questa è stata la strada per il Rinascimento in Europa, e noi non ne abbiamo un'altra."


[1] Al-Ayyam (Autorità Palestinese), 28 Maggio 2003.


 
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